Coop Amiatina

 

Siamo agli inizi di un nuovo anno che si preannuncia non privo di incognite. E’ tempo anche per le cooperative di stendere i bilanci  di quanto è accaduto nell’anno appena trascorso, ma soprattutto delineare progetti e obiettivi per l’anno in corso. E’ quanto sta facendo anche Coop Unione Amiatina, con un lavoro molto intenso che ha impegnato il suo presidente, Giuseppe D’Alessandro, il consiglio di amministrazione, la direzione, gli uffici amministrativi e l’intero personale della cooperativa. Un percorso di analisi, riflessione, sforzo progettuale che ha trovato nella riunione dei comitati delle sezioni soci del 22 febbraio scorso un punto di arrivo, con la presentazione e approvazione delle linee di budget di cooperativa per il 2013.

margine dell’incontro chiediamo  al presidente Giuseppe d’Alessandro di riassumere quanto contenuto nella sua corposa relazione.

Nell’esaminare risultati e prospettive future della nostra cooperativa non possiamo che partire da uno scenario nazionale e da ciò che la crisi, che ormai attanaglia e impoverisce il Paese da più anni, ha prodotto anche sul territorio nostrol’Amiata,  e sui nostri concittadiniTra gli  indici negativi che caratterizzano l’economia amiatina di questo tormentato periodo senza dubbio il più drammatico è quello delle crisi di alcune imprese sulle quali si reggeva l’economia della nostra zona, dalle chiusure, al ridimensionamento con il suo portato di caduta dell’occupazione, cassa integrazione, insicurezza per l’immediato futuro, impoverimento delle famiglie, ricerca da parte dei giovani di non facili opportunità di lavoro lontano  dalla loro comunità. Un depauperamento del tessuto produttivo, sociale, culturale che può condannare queste nostre terre a  un progressivo declino” 

Effetto della crisi generale o anche problematiche più legate alle caratteristiche del tessuto produttivo locale?

“ Certo che il trend negativo globale dell’economia morde di più in realtà come le nostre. Questo trend viene pagato amaramente anche da alcune imprese che hanno garantito nelle nostre realtà fino a poco tempo fa occupazione e reddito per molte centinaia di famiglie. Fortunatamente qui ancora tiene complessivamente il comparto dell’agroindustria, grazie alla qualità, se non eccellenza delle loro produzioni, che permettono di competere a livello internazionale e mantenere quote di mercato nazionale non marginali. E resistono ancora quell’insieme di piccole e medie aziende che negli anni hanno avuto la possibilità o la capacità di rinnovarsi, rafforzandosi su mercati più particolari o di nicchia e nel contesto territoriale di prossimità. Ma per quanto ancora?”

Una economia come quella amiatina che in pochi mesi perde quasi 500 posti di lavoro, che vede in serie difficoltà tante piccole e medie attività che fino a oggi hanno garantito occupazione e lavoro, avrebbe la necessità di interventi e risorse che purtroppo nell’immediato non è possibile prevedere. Cosa si può fare allora?

“ Occorre innanzitutto un Governo nuovo, che ponga al centro delle priorità del Paese il lavoro, lo sviluppo delle attività produttive, l’equità sociale. Spero che il voto di domani ci regali questa possibilità. Altrimenti ogni altro discorso è inutile.  Ma anche se questo mio auspicio si avvererà non dobbiamo illuderci. L’uscita dalla crisi sarà lunga e non indolore. E il Paese che vedremo alla fine del tunnel non sarà lo stesso, ma profondamente modificato. Dovremo avere anche nell’Amiata quella capacità di progettare e lavorare per questa profonda trasformazione, a cominciare dall’assetto istituzionale, privilegiando un respiro ampio rispetto ai piccoli localismi, proiettando la nostra economia in ambiti che permettano lo sviluppo di capacità innovative e competitive. E’ questo forse l’unico modo per valorizzare la principale risorsa che ancora oggi noi abbiamo, i giovani , che altrimenti non riusciremo a trattenere nel loro naturale insediamento sociale e produttivo. “

Coop Unione Amiatina  è,  per riconoscimento unanime, una tra le realtà imprenditoriali dell’Amiata che è riuscita a reggere agli effetti della crisi. Lo hai dimostrato, anche in questa assemblea, con i risultati realizzati nel corso del 2012.

Sì, nonostante tutto i numeri ci dicono che anche per il 2012 chiudiamo in positivo. Le vendite, superiori all’anno precedente, cosa di non poco conto in periodo di recessione, hanno rispettato il budget che ci eravamo imposti. Un contributo in questa direzione lo ha dato anche la nuova apertura del negozio di Montalto di Castro.  Per quanto riguarda i cosiddetti  “margini” abbiamo deciso di intervenire nell’ultima parte dell’anno con iniziative straordinarie promozionali in favore delle famiglie, di conseguenza abbattendoli in misura significativa. Lo abbiamo potuto fare grazie anche ai risultati positivi del preconsuntivo di agosto. In conclusione abbiamo potuto e voluto rinunciare a percentuali di profitto maggiori, a vantaggio delle tasche dei nostri soci e dei consumatori amiatini. Ma nel contempo non abbiamo rinunciato ai capisaldi della nostra politica. Innanzitutto la tutela e valorizzazione del lavoro. I livelli occupazionali e la qualità dell’occupazione stessa è migliorata. Il programma di ammodernamento, razionalizzazione e sviluppo dei punti vendita è stato largamente rispettato. Le risorse destinate

al raggiungimento degli obiettivi di politica sociale della cooperativa le abbiamo incrementate. Abbiamo continuato a sostenere con proprie risorse iniziative culturali e ricreative, in rapporto con l’associazionismo, le istituzioni, il territorio.

Ho sentito anche dagli intervenuti che questi risultati sono stati molto apprezzati, proprio perché in controtendenza rispetto ai bilanci famigliari, tutti o quasi in rosso.

E chi lo può sapere meglio di noi, che ogni giorno vediamo in faccia i nostri concittadini, i loro orientamenti alla spesa e i loro scontrini?  Si sa che sulla spesa quotidiana oltre certi limiti non si può andare, ma gli scontrini, come numero costanti, denunciano un calo negli importi. Cosa significa? Che stiamo attenti a ogni piccola spesa quotidiana, cerchiamo talvolta il prezzo migliore, anche per le offerte promozionali non facciamo abuso, stivando magari le dispense. Se si può dire, “si vive e si compra giorno per giorno”. Un indice significativo di preoccupazione e di insicurezza. Queste modalità possono essere anche positivamente interpretate come buone abitudini all’acquisto. Ma il cruccio è che queste buone abitudini sono in qualche modo imposte dalla caduta del potere di acquisto e dalle difficoltà economiche delle famiglie.

Alla consulta dei comitati direttivi delle sezioni soci hai presentato anche il Budget preventivo per il 2013. Su cosa avete lavorato per predisporlo?

Ho voluto, a questo budget dargli un nome: “preventivo di resistenza”. Significa che per noi della cooperativa il’anno ormai in corso sarà un anno nel quale difficilmente potremo vedere la luce dell’uscita dal tunnel della crisi. Ripartiamo dunque dalle politiche su cui ci siamo fortemente impegnati nell’ultimo anno: controllo costante dei costi, convenienza per gli acquisti dei soci e dei consumatori con il rafforzamento delle iniziative promozionali e anche di sottocosto, priorità all’attuazione del programma di sviluppo come leva la più efficace per garantire stabilità occupazionale.

Puoi farci qualche esempio?

Per esempio sulla questione del contenimento dei costi e della innovazione e risparmio energetico  investiremo  importanti risorse. Per gli impianti fotovoltaici  oltre a quelli presenti nei punti vendita di recente realizzazione come Bolsena e Montalto di Castro; per la trasformazione della illuminazione da alogeno a LED nei punti vendita. Investimenti costosi ma che si ripagheranno nel tempo, con un indubbio immediato vantaggio dal punto di vista energetico e ambientale.

Per quanto riguarda lo sviluppo la scelta più caratterizzante è quella di mantenere inalterata la rete di vendita, garantendo un presidio di servizio anche nelle piccole realtà del nostro territorio. Un servizio che per la cooperativa ha un costo, ma che va incontro alle necessità soprattutto della nostra popolazione anziana. Abbiamo inoltre in programma l’apertura del nuovo negozio a Manciano             e altri interventi nei punti vendita per il miglioramento del servizio e delle attività gestionali.

E per quanto riguarda le risorse umane?

Sull’impegno a mantenere e possibilmente ampliare i livelli occupazionali ho già detto. E’ una priorità assoluta. Siamo consapevoli di essere per il territorio amiatino una realtà produttiva e occupazionale tra le più importanti. Da ciò ne derivano anche oneri pesanti dal punto di vista politico sociale. Una grande responsabilità a cui vogliamo tenere fede. Occorre un concorso comune tra cooperativa, lavoratori, loro rappresentanze sindacali per rispondere al meglio alle richieste che ci vengono. Un rapporto che nel passato c’è stato ed ha prodotto risultati, per la cooperativa, per i lavoratori, per l’Amiata. Vogliamo che questo rapporto si rafforzi e si qualifichi ulteriormente: lo strumento del contratto integrativo, come strumento per i coinvolgimento e raggiungimento degli obiettivi socio economici della cooperativa, a cui stiamo lavorando da tempo e la cui firma è a portata di mano, ci metterà nella condizione di avere un  un patto virtuoso tra cooperativa e lavoratori capace di garantire innanzitutto qualificazione del personale, qualità dei servizi erogati, garanzie per lo sviluppo, flessibilità concordata dell’uso della forza lavoro per l’ottimizzazione dei costi e dei servizi, con una priorità tra le priorità. Il soddisfacimento delle esigenze dei nostri soci e consumatori.

Prossimi appuntamenti?

L’assemblea per l’approvazione del bilancio. Una altra occasione di verifica del lavoro svolto e di ciò che dovremmo fare, con un allargamento della prospettiva che toccherà anche tutto ciò che è in ponte in ambiti politico sociale. Una occasione, come sempre, che vogliamo sfruttare per il più largo coinvolgimento della nostra base sociale, dei lavoratori e di tutti coloro, Istituzioni in primo luogo, che coi noi possono contribuire a dare prospettiva alla nostra gente e alla nostra terra.